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	<title>psicoterapia Archivi &#8211; Dr.ssa Angela Pellegrino</title>
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		<title>Ansia: positiva o negativa?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Angela Pellegrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2015 10:22:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ansia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ansia: una parola molto popolare nella nostra epoca. Tutti conosciamo l’ansia: spesso la proviamo, la riconosciamo, la nominiamo! La proviamo e usiamo espressioni come “Sto in ansia!”; siamo anche in grado di riconoscerla negli altri “Guarda quello com’è ansioso!”; sappiamo addirittura prevedere le situazioni in cui sarà probabile che la...<br /><a class="read-more" href="https://angelapellegrino.it/ansia-positiva-o-negativa/">Continua a leggere</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://angelapellegrino.it/ansia-positiva-o-negativa/">Ansia: positiva o negativa?</a> proviene da <a href="https://angelapellegrino.it">Dr.ssa Angela Pellegrino</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ansia: una parola molto popolare nella nostra epoca. Tutti conosciamo l’ansia: spesso la proviamo, la riconosciamo, la nominiamo!</p>
<p>La proviamo e usiamo espressioni come “Sto in ansia!”; siamo anche in grado di riconoscerla negli altri “Guarda quello com’è ansioso!”; sappiamo addirittura prevedere le situazioni in cui sarà probabile che la sperimenteremo “Domani durante l’interrogazione andrò in ansia e farò una bruttissima figura!”.</p>
<p><strong>Ma conosciamo veramente cos’è l’emozione “ansia”? Da dove deriva, che valore ha per l’individuo, in cosa consiste a livello fisiologico, cognitivo e comportamentale?</strong></p>
<p>Quel che tutti sappiamo di certo è che, la maggior parte delle volte, non ci piace provare ansia, ci fa star preoccupati e sentire male; può arrivare a complicarci la vita e può diventare infine un disturbo di cui soffriamo.</p>
<p>La conclusione comune a cui tutti arrivano a pensare è che l’ansia è nostra nemica!</p>
<p>Ma sarà veramente sempre nostra nemica o forse, talora, può diventare la nostra migliore amica?</p>
<p>Da un punto di vista etimologico, la parola “ansia” deriva dal latino “anxia”, derivato di “anxius”, ansioso, che a sua volta risale al verbo “angere”, ovvero stringere, soffocare.</p>
<p><strong>Da un punto di vista psicologico, il termine ansia definisce uno stato psicofisico caratterizzato da una sensazione di apprensione, di incertezza, di paura e di allarme con anticipazione di eventi negativi mal definiti verso i quali il soggetto si sente indifeso e impotente.</strong></p>
<p>Ma l’<strong><a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/ansia_%28Enciclopedia_della_Scienza_e_della_Tecnica%29/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ansia</a></strong> è un fenomeno multidimensionale con componenti fisiologiche, comportamentali e cognitive:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">A livello fisiologico </span>l’ansia comporta un aumento del battito cardiaco (o tachicardia), aumento della pressione arteriosa, aumento della tensione muscolare, aumento della frequenza respiratoria (o iperventilazione).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">A livello comportamentale,</span> le risposte comportamentali più frequenti sono l’ attacco o fuga (evitamento); nel primo caso si affronta lo stimolo, o la situazione, che ci procura ansia (es. affronto la situazione che mi provoca ansia nonostante lo stato d’animo); nel secondo caso decido di rimandare il problema, scappando.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">A livello cognitivo</span> i pensieri saranno concentrati sugli aspetti che percepiamo come maggiormente minacciosi; valuteremo in modo irrealistico la situazione, come più “pericolosa” rispetto alla realtà; penseremo alla situazione in modo catastrofico e contemporaneamente, svaluteremo noi stessi e le nostre capacità di far fronte al pericolo e alla situazione stessa (“l’interrogazione andrà malissimo, farò una bruttissima figura e a casa succederà il finimondo! Sono un incapace!”).</p>
<p>Ma perché esiste l’ansia? Che valore ha per l’essere umano? A cosa serve? E&#8217; positiva o negativa?</p>
<p><strong>L’ansia è un emozione e una reazione naturale dell’organismo, geneticamente determinata, che si produce quando siamo di fronte ad uno stimolo o ad una situazione che valutiamo come pericolosa per la nostra sopravvivenza.</strong></p>
<p>È quindi una reazione innata dell’organismo, nonchè universale e utile, che gli consente di prepararsi ad affrontare il pericolo (lo stimolo ansiogeno) attraverso o la risposta di attacco o la risposta di fuga, le due principali risposte che emettiamo quando ci troviamo in pericolo.</p>
<p>E’ difficile oggi, nell’epoca dominata dall’ansia (come stato emotivo e come espressione usata frequentemente) e stress, <strong>pensare all’ansia come a qualcosa di funzionale e addirittura utile alla vita</strong>. Ma se facciamo un passo indietro e pensiamo all’uomo primitivo, può essere più semplice comprenderne la funzione: è stata proprio l’ansia a permettergli di sopravvivere e, conseguentemente quindi di evolversi, preparandolo o a combattere contro gli animali feroci o a scappare da loro.</p>
<p><strong>Tutti i sintomi fisiologici dell’ansia hanno infatti come scopo quello di aumentare la forza e l’energia dell’organismo, nonché di accelerare le sue capacità decisionali, per prepararlo ad affrontare al meglio il pericolo.</strong><strong><br />
</strong><br />
L’aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa servono, infatti, per pompare più sangue, cioè per dare maggiore energia al nostro corpo e per portarlo soprattutto ai muscoli e al cervello. Quest’ultimo dovrà essere ben irrorato di sangue e ossigeno che arriva dall’aumento della frequenza respiratoria, necessaria per poter prendere la giusta decisione il più in fretta possibile; i muscoli si tendono per essere più vigorosi e pronti ad un eventuale scontro fisico o alla fuga; la sudorazione aumenta per rinfrescare il corpo e renderlo più scivoloso, quindi meno afferrabile; la vescica ha bisogno di essere svuotata (da qui il classico fare molta pipì quando si è in ansia) per rendere l’organismo il più leggero possibile; rallenta la nostra funzione digerente (ecco perché possiamo provare nausea) per concentrare tutte le energie del corpo dove servono maggiormente.</p>
<p>Ecco che ognuno dei sintomi dell’ansia, che tanto ci fanno stare male e che odiamo, ha un <strong>significato </strong>e un <strong>valore</strong> ben preciso, originariamente non solo non dannoso per l’essere umano, ma addirittura utile ed indispensabile alla sua sopravvivenza.</p>
<p><strong>L’ansia </strong><strong>dunque è</strong><strong> un’emozione innata, utile, fondamentale.</strong></p>
<p>Ma essa non ha permesso solo all’uomo primitivo di salvarsi dai pericoli che lo circondavano e di evolversi attraverso la percezione e gestione del pericolo ma aiuta ancora oggi gli uomini a salvarsi dai nuovi pericoli.</p>
<p>Pensiamo a un pedone che attraversa una strada, magari un po’ distratto, che vede arrivare all’improvviso un’automobile in velocità o all’uomo delle caverne con davanti un leone feroce; cambiano i fattori ma la situazione è la medesima: vediamo un pericolo, pensiamo che ci sia il rischio di morire, proviamo ansia, l’ansia provoca nel nostro organismo tutta una serie di modificazioni che lo aiutano e lo preparano a gestire al meglio la situazione, decidiamo, ed agiamo, al meglio, ovvero torneremo indietro correndo, andremo in avanti correndo, faremo dei gesti e urleremo e così via.</p>
<p>Vista da questa prospettiva, forse l’ansia non è più quell’emozione negativa che tanto odiamo e di cui vorremmo liberarci totalmente, non è più la nostra nemica.</p>
<p>Tuttavia è vero anche che da compagna di viaggio che ci aiuta a sopravvivere, da migliore amica, essa può diventare una compagna di viaggio che ci ostacola la vita, che ci procura sofferenza, insomma una nemica quando la sua presenza diventa ingombrante.</p>
<p><strong>Se l’ansia cresce troppo, non fa crescere!</strong></p>
<p><strong>Possiamo così distinguere l’ansia in:</strong><strong> ansia funzionale e ansia disfunzionale.</strong></p>
<p>La prima è quella di cui abbiamo già parlato, mentre la seconda è quella che si attiva in assenza di un pericolo reale, ovvero di fronte a situazioni o stimoli non oggettivamente pericolosi: quella che proviamo al solo pensiero di dover far qualcosa che appartiene alla vita di tutti i giorni.</p>
<p>L’ansia si definisce disfunzionale anche quando ha un impatto negativo sull’adattamento e sul comportamento delle persone, cioè quando essa è eccessiva, come frequenza con cui si verifica, intensità con cui si manifesta e durata nel tempo.</p>
<p><strong>Ed è proprio quando da funzionale si trasforma in disfunzionale, da amica diventa nemica, che l’ansia diventa capace di provocare dolore e sofferenza nella vita delle persone che ne soffrono, arrivando ad ostacolare i loro progetti di vita e a modificare la loro esistenza.</strong></p>
<p>E questo, purtroppo, accade molto spesso: da uno studio epidemiologico condotto in Italia nel 2014, emerge che quasi due milioni e mezzo di italiani hanno presentato un disturbo d’ansia nei 12 mesi precedenti.</p>
<p>L’ansia si può combattere e vincere, ma questo è possibile solo se si sa (e si vuole) riconoscerla e se non si lascia che trascorra troppo tempo prima di cercare un soluzione adeguata ed efficace al problema.</p>
<p>Lasciare passare troppo tempo rischia solo di veder cronicizzare o peggiorare le difficoltà.</p>
<p><strong>Ed è proprio in questi casi che bisogna assolutamente rivolgersi ad uno psicoterapeuta, per intraprendere un percorso psicologico, capace di gestire ed elaborare questa modalità disfunzionale e nociva di vivere e sentire,  per cancellare dalla nostra vita quell’ansia che ci è nemica e tornare a prendere per mano la nostra vecchia amica ansia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;">“<em>La paura del pericolo è diecimila volte più spaventosa del pericolo vero e proprio, </em><em>quando si presenta di fatto davanti ai nostri occhi; </em><em>e l&#8217;ansia è una tortura molto più grave da sopportare che non la sventura stessa per la quale stiamo in ansia</em>” .</h5>
<h5 style="text-align: center;">(Daniel Defoe, Robinson Crusoe)</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Dr.ssa Angela Pellegrino</p>
<h3></h3>
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