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Paura di volare e delle altezze – come affrontarla

20 Aprile 2015 — Dott.ssa Angela Pellegrino | Psicologa Roma

La paura del vuoto e di volare è una delle paure più comuni nella popolazione, infatti può succedere a tutti di fare l’esperienza di avvertire un forte senso di vuoto o vertigini, nel momento in cui ci si trova ad un’ altezza piuttosto elevata (per esempio in cima ad una montagna o anche semplicemente nei piani alti di un palazzo). Tutti i sintomi fisici che avvertiamo (tachicardia, tremori, capogiri, ecc), sono assolutamente “normali” poiché sono funzionali a proteggerci dai pericoli esterni; in questo caso, dunque, la “leggera sensazione di paura” che proviamo ci aiuta ad evitare di cadere nel vuoto.

Nel momento in cui, la leggera paura diventa eccessiva e i sintomi fisici molto forti, al punto tale da creare sofferenza e disagio, è possibile parlare di acrofobia.

Per acrofobia si intende, infatti, la fobia vera e propria dell’altezza e di trovarsi, pertanto, in edifici alti. La persona, dunque, ha paura di cadere o teme di perdere il controllo di sé, di non potersi controllare e cadere nel vuoto.

 

I SINTOMI

sintomi che accompagnano l’acrofobia, solitamente, sono: vertigini o capogiri, un fortissimo senso di vuoto, battito del cuore accelerato, mancanza di respiro fino ad arrivare a sensazione di svenire e a veri e propri attacchi di panico. Accanto a questi sintomi fisici, si accompagnano, talvolta, “immagini, fantasie di cadere e farsi male, ecc…”

La persona che soffre di acrofobia può arrivare, perfino a sperimentare quella che viene definita “ansia anticipatoria”, vale a dire, provare i sintomi appena descritti, semplicemente immaginando o anticipando mentalmente la situazione che più teme (immaginare di trovarsi in cima ad un palazzo, in una montagna ecc… ) e a partire da ciò, iniziare ad evitare puntualmente tutte le situazioni che potrebbero metterla in contatto con la propria fobia. C’è chi, in casi estremi, per esempio, finisce con evitare perfino di salire le scaleprendere gli ascensoriaffacciarsi da balconi recintati, anche ad altezze “medie”.

Nei casi in cui la persona non possa a fare a meno di evitare, è molto frequente che questa chieda a parenti, amici, di farsi accompagnare e affrontare con qualcuno la situazione.

 

SIGNIFICATO

In questo tipo di disagio centrale è il timore di non avere il controllo, che diventa terreno fertile per l’antipatica ansia e nei casi più gravi per la fobia.

E’ proprio il senso di vulnerabilità e di mancanza di poter controllare la situazione che accomuna le due paure e che ha a che fare a livello più profondo e antico.

L’utilizzo di questo meccanismo di difesa (l’evitamento) mette l’individuo affetto da questa fobia nella condizione di potersi muovere solo tramite il sostegno psicologico di un’altra persona oppure di “appoggiarsi” a taluni oggetti che assumono per lui un significato simbolico rassicurante. La conseguenza di questa condizione è che il suo spazio obiettivo risulterà sempre più ristretto e condizionante, organizzato e vincolato ad una planimetria “conosciuta e gestibile” e ad altri luoghi che egli suppone abbiano la possibilità di un “contenimento psichico”.

Da uno studio condotto da Russell Jackson della California State University di San Marcos è emersa l’ipotesi che l’acrofobia sarebbe causata da un’errata percezione delle distanze verticali. Tutti i soggetti impiegati nella ricerca (sia chi soffriva di acrofobia sia chi non ne soffriva), tendevano a sovrastimare l’altezza di una parete, sia che si trovassero nella posizione “a rischio” in cima ad un palazzo sia che fossero a terra. Il dato più interessante è rappresentato dal fatto che gli acrofobici incorrevano in una sovrastima significativamente maggiore rispetto ai non acrofobici, arrivando a giudicare il palazzo (dalla cima) quasi due volte più alto di quanto fosse in realtà.

 

fobia

 

Il problema è a questo punto capire in che direzione guardare al legame tra dispercezione e paura: è la paura che determina una sovrastima percettiva o è la sovrastima che fa insorgere una ragionevole paura?
Secondo Jackson il fatto che la sovrastima sia presente anche nella condizione di sicurezza, nella quale il soggetto è saldamente ancorato a terra e non è in nessun modo in pericolo di cadere, suggerisce che sia l’anormale percezione della distanza a produrre la paura e non viceversa.

 

COSA FARE PER GESTIRLA?

Per tentare di gestire al meglio la paura dell’altezza:

  1. È consigliabile, innanzitutto, cercare di entrare in un’ottica mentale ben precisa, vale a dire: “solo se affronto in prima persona le mie paure,  queste si ridimensionano”.  Se evitare, per esempio, sembra la soluzione giusta perché fa sentire “protetti”,  in realtà è proprio questa soluzione che contribuisce ad ingigantire la fobia.
  2. A partire da questa premessa, potrebbe essere utile, procedere per micro-obiettivi. La persona, dunque, potrebbe avvicinarsi gradualmente alla propria paura ”misurando”, di volta in volta, il suo limite di “sopportazione”; per esempio, potrebbe decidere di salire al primo piano di un palazzo, attendere un pò, soffermarsi su tutto ciò che le sta intorno, per poi tornare indietro. In seguito, la persona potrebbe decidere di compiere un ulteriore step, per cui la volta successiva, scegliere di salire al secondo piano, ecc…
  3. Per i più “coraggiosi” esistono, invece,corsi in cui vengono simulate le arrampicate, all’interno delle quali, attraverso “personale qualificato”, si affrontano timori e paure.
  4. E’ importante precisare che, nel momento in cui la fobia diventa eccessivamente invalidante, al punto tale da compromettere la vita quotidiana della persona, è consigliabile rivolgersi ad uno psicologo col quale intraprendere un percorso orientato alla comprensione del motivo sottostante la paura, a come questa fa parte della vita del soggetto e al superamento della fobia.

 

LA PAURA DEL VUOTO E IL LEGAME CON LA PAURA DI VOLARE

 

paura di volare

 

La fobia del vuoto spesso va a braccetto con quella del volo,  il perché è facilmente intuibile: volare significa essere sospesi nel vuoto e guardando dal finestrino la persona riesce a vedere solo il vuoto e di conseguenza a provare una paura disarmante.

SOSPESI NEL VUOTO CI SENTIAMO VULNERABILI MA CON  UN PIZZICO DI RAZIONALITA’ POSSIAMO TORNARE CON I PIEDI PER TERRA!

Il 60% degli Italiani ammette di aver paura di volare, sia che lo faccia abitualmente sia che utilizzi l’aereo solo per rare occasioni di viaggio, arrivando nei casi più gravi a sentirsi impossibilitato ad affrontare la paura e a modificare le scelte delle proprie mete per evitare una forte sensazione di disagio.

 

COME GESTIRLA?

Quanto alla cura, è necessario intervenire sulle cause che hanno generato la fobia del vuoto.

Ci sono però, alcuni piccoli trucchetti che possono aiutarci a superare il timore dell’aereo e/o delle altezze, o perlomeno a non lasciarci sopraffare dalla nostra paura!

  1. Per prima cosa conoscere ed informarsi può essere un’importante fonte di rassicurazione. Sapere ad esempio ciò che succede abitualmente in volo e a cosa sono dovuti i rumori, eviterà di creare preoccupazioni inutili o false credenze. Spesso l’ansia insorge da interpretazioni errate di eventi che in realtà sono del tutto normali, come lo schiacciamento alla poltrona del nostro corpo durante l’accelerazione del decollo, i forti rumori o i vuoti d’aria.
  2. Un’altra strategia efficace per tenere sotto controllo l’ansia dell’aereo è quella di evitare bevande eccitanti o energizzanti nella giornata del volo, come thè e caffè, piuttosto prendersi qualche minuto per riposare e rilassarsi con tecniche di respirazione e rilassamento. Prepararsi per il volo cercando di pensare solo a cose positive relativamente all’arrivo, cercando di focalizzare l’attenzione su quello che ci attende allo sbarco.
  1. Scegliere a posizione più comoda e congeniale a noi sull’aereo è un altro metodo che agevolerà notevolmente il viaggio, come ad esempio richiedere i posti vicino alle uscite di emergenza, più comodi e più spaziosi o magari lontano dal finestrino per non avere la tentazione di guardare sotto.
  2. Durante il viaggio può essere molto utile cercare di distrarsi. Chiacchierare con chi abbiamo seduto a fianco, scrivere, leggere. Ascoltare musica o vedere film permetterà, inoltre, di sfruttare l’alto volume delle cuffie audio per non sentire i frastuoni tipici del volo.
  3. Intorno a noi ci saranno persone serene e altre preoccupate, manteniamo  l’attenzione sulle immagini positive: ad esempio chi ride, chi dorme o è tranquillo e a suo agio. Le assistenti di volo, sempre molto solari, possono essere  un’ottima fonte di sostegno e rassicurazione:  se sentiamo il bisogno di fare loro domande  non esitiamo, ci aiuteranno a razionalizzare ogni nostra creativa interpretazione.

 

COME AFFRONTARE E SUPERARE LA FOBIA DEL VUOTO?

Tutte queste soluzioni possono essere d’aiuto, ma non sono risolutive, perché permettono di affrontare i singoli viaggi o episodi ma non portano alla scomparsa definitiva del problema.

E’ stato verificato che la soluzione più efficace e duratura nel tempo è quella di affrontare un percorso di psicoterapia che consenta di esplorare in modo profondo l’origine di questa paura e superarla. Capire a fondo l’origine del proprio malessere, permette di contrastarlo e sconfiggerlo. Poiché il percorso non è immediato, per chi ha bisogno di viaggiare sin da subito, possono essere d’aiuto in una prima fase le strategie sopra elencate che permettano, man mano che il percorso va avanti, di affrontare l’esperienza del volo e iniziare a sostituire quella che era solo una esperienza negativa, con un’altra nuova più positiva e piacevole.

Riuscire a scoprire o a ritrovare la possibilità di viaggiare serenamente, permetterà all’uomo di migliorare la sua qualità di vita e di non perdere più l’opportunità di affrontare importanti esperienze e raggiungere luoghi ritenuti sino ad allora irraggiungibili.

 

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